残酷な天使の電車 〜 Il treno dell’angelo crudele

La cosa più bella del Giappone non è il sushi, non sono le geisha, non sono i sakura e non è l’incrocio di Shibuya. La cosa più bella del Giappone, e lo dichiaro senza alcun timore di smentita, sono i treni.

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(他の)世界征服 〜 Alla conquista del (resto del) mondo

I Giochi olimpici di Tokyo 1964 sono ancora impressi a fuoco negli occhi dei giapponesi che li hanno visti, e fantasticati come un evento memorabile da chi non li ha visti. Rappresentarono senza ombra di dubbio il più grandioso evento sociale del XX secolo per il Giappone, con quegli iconici completini bianchi con la giacca rossa indossati dagli atleti nipponici ancora oggi ricordati nella cultura pop. È stata la prima Olimpiade asiatica, la prima con l’attuale pista d’atletica a 8 piste, la prima con pallavolo e judo, la prima con un logo grafico, ma soprattutto è stata l’Olimpiade della tecnologia, la prima col cronometro digitale, la prima con la cerimonia d’apertura in mondovisione satellitare, la prima con gli stadi con copertura a sospensione, e oltre ogni cosa è stata l’Olimpiade dello Shinkansen, il treno-proiettile inaugurato per l’occasione che rappresentò e rappresenta ancora oggi metaforicamente l’orgoglio dei giapponesi. Non è una novità: i giapponesi amano la tecnologia, e detestano quando qualcun altro è più avanti di loro in campo tecnologico. Per esempio, e probabilmente ci sono poche cose che detestano di più, al momento gli otaku giapponesi detestano il fatto che il resto del mondo può giocare a Pokémon GO e loro invece no. Detestabile.

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日伊 〜 Nippo-italiano

Il 2016 è un grande anno per gli italiani interessati al Giappone e per i giapponesi interessati all’Italia. Quest’anno cade infatti il 150esimo anniversario dei rapporti diplomatici fra i due stati, siglati dal Trattato di Amicizia e Commercio firmato il 25 agosto 1866 nella città di Edo (oggi incorporata in Tokyo, che non è una città bensì una regione). Non che prima non ci fossero già stati rapporti fra l’Italia e il Giappone

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妖怪館 〜 Il palazzo degli spiriti

La religiosità giapponese non si riconosce in un singolo culto, bensì oscilla fra lo Shintoismo e il Buddhismo, che però dal punto di vista degli occidentali hanno più l’aspetto di filosofie o superstizioni che non religioni vere e proprie a cui votare il proprio credo: ci sono delle mitologie, delle pratiche ascetiche e delle credenze sovrannaturali, ma non ci sono comandamenti, né libri di riferimento né specifici obblighi di alcun tipo da assolvere.

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ファッションモンスター 〜 Mostri alla moda

Ogni giorno che passo in Giappone trovo nuove similitudini con l’Italia: domenica scorsa ad esempio sono andato a Kibichuuou, una città nell’entroterra a quaranta minuti di macchina da casa, e la strada per arrivarci è in tutto e per tutto identica al tratto di Salaria fra Ascoli Piceno e Rieti, e più precisamente alla zona intorno a Norcia. Ovviamente c’entra il fatto che Italia e Giappone condividono la stessa struttura allungata segnata al centro dalla catena appenninica e la conformazione vulcanica coi fiumi montani a regime torrentizio, ma oltre a questo è proprio l’ambiente che, boh, mi sono sentito a casa, sembrava il Tronto e invece era l’Asahi, ma il paesaggio era quello.

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塊魂 〜 Una massa di anime

Agosto è il mese dell’anno in cui il Giappone si confronta col passato. Il 6 e 9 agosto vengono commemorati i bombardamenti atomici a Hiroshima e Nagasaki, dal 13 al 15 ci sono i tre giorni della festa dell’O-Bon in cui le anime degli antenati tornano a casa, restano coi parenti e poi vanno via, e infine il 15 agosto si celebra l’anniversario della fine della II Guerra mondiale.

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